"Dopo Peracchini, lo sport del taglio del nastro ha attecchito anche in Regione Liguria. L’annuncio della giunta della messa in esercizio entro fine anno del biodigestore di Saliceti è preoccupante: nessuno dice che siamo di fronte a un impianto che sarà utilizzato solo parzialmente. La programmazione regionale, infatti, prevede la realizzazione di un biodigestore in ogni provincia, tutti di dimensioni analoghe a quello della Spezia, cioè circa 60 mila tonnellate. La domanda è immediata: a cosa serve un impianto di questa taglia?" E’ il commento di Davide Natale, consigliere regionale del Pd, dopo il sopralluogo a Saliceti effettuato lunedì dal sindaco Peracchini e dall’assessore regionale Giacomo Raul Giampedrone. Natale sottolinea che "una sentenza del Consiglio di Stato ha escluso gli impianti di trattamento dell’organico dal novero degli impianti minimi, cioè quelli ai quali la Regione può indirizzare i flussi di rifiuti. Se la Regione non può garantire i conferimenti, a cosa serve un impianto di queste dimensioni? Su quali volumi di rifiuti è stato costruito il piano economico e gestionale? Chi coprirà le spese di gestione e trattamento dei rifiuti organici se l’impianto non raggiungerà i quantitativi necessari per funzionare a pieno regime? Unica certezza è che i costi ricadranno sulla società che lo gestisce e, attraverso le bollette, sui cittadini". Secondo il Pd "o la pianificazione regionale è fallita e ciò che prevede non verrà realizzato, e quindi gli altri biodigestori previsti nelle province liguri non verranno mai costruiti e Saliceti sarà trasformata nella capitale ligure dei rifiuti; oppure, utilizzando anche risorse europee, è stata costruita una cattedrale nel deserto i cui costi ricadranno sulla società che la gestisce e sui cittadini".