di Benedetta Iacomucci "Il vero problema della nostra regione sono i rifiuti speciali, per i quali le aziende spendono, solo di costi di trasporto, 35 milioni di euro l’anno per smaltirli fuori dalle Marche e spesso dall’Italia. Ma il termovalorizzatore da 370mila tonnellate l’anno che la Regione vuole realizzare non tratterà nessuno di questi rifiuti, perché per come è stato pensato, riuscirà ad accogliere solo i rifiuti urbani. Mentre le aziende continueranno a pagare e perdere in competitività". Luca Ceriscioli, presidente di Marche Multiservizi, fa il punto sul dibattito attorno al Piano regionale dei rifiuti, nel quale è inserito il progetto di un termovalorizzatore da 370mila tonnellate l’anno, del costo di circa 400 milioni di euro e che potrebbe entrare in funzione nel 2035, in un luogo ancora da definire (sono circolati i nomi di Fano, Tavullia e Corinaldo). Un tema rovente, quello dei rifiuti speciali, che si intreccia anche con la vicenda di Riceci, dove proprio la multiutility, tramite la società Aurora, avrebbe voluto costruire una discarica. Progetto poi sfumato per l’opposizione di cittadini, amministrazioni e associazioni ambientaliste, con tutta la coda giudiziaria che ne è conseguita. Ma si intreccia anche con la questione dell’accumulo di plastica che non si riesce più a collocare sul mercato.
L’intervista: Ceriscioli: "L’impianto non risolve i problemi delle aziende. Rifiuti speciali ignorati"
Il presidente di Marche Multiservizi boccia il piano regionale "Progetto tarato solo sugli urbani, mentre le nostre imprese spendono 35 milioni l’anno per smaltire gli scarti fuori regione".







