Nel Piceno pesa il nodo Relluce mentre l’Ata unica divide. Moreschini: "Le comunità locali lasciate sole"Ricevi le notizie de il Resto del Carlino su GoogleSeguiciIl dibattito sul futuro della gestione dei rifiuti nelle Marche si fa sempre più acceso. Sul tavolo c’è l’ipotesi della realizzazione di un termovalorizzatore regionale, un progetto che continua a sollevare interrogativi e preoccupazioni, soprattutto nei territori che da anni convivono con impianti e discariche. La domanda che molti amministratori locali si pongono è semplice: dove sorgerà il termovalorizzatore? E poi: sarà davvero sostenibile nel lungo periodo?

Secondo i critici del progetto, un impianto di questo tipo necessita di una quantità considerevole di rifiuti per poter funzionare in maniera economicamente efficiente. Un aspetto che si scontrerebbe con la realtà demografica della regione, caratterizzata da una popolazione stabile o in diminuzione e da una produzione di rifiuti che, almeno nelle intenzioni europee, dovrebbe progressivamente ridursi.

A preoccupare diversi sindaci, tra cui la prima cittadina di Appignano del Tronto, Sara Moreschini, è anche la revisione delle regole che disciplinano la localizzazione delle infrastrutture per il trattamento dei rifiuti. La riduzione delle distanze minime dai centri abitati viene infatti interpretata come un indebolimento della capacità dei territori di incidere sulle scelte. "Si rischia di svuotare il ruolo delle comunità locali", sostiene Moreschini, secondo la quale le decisioni strategiche sarebbero sempre più concentrate a livello regionale.