Macomer.21 giugno 2026 alle 00:43
Si parte, ma con dubbi e paure. Basteranno le moderne tecnologie a limitare i rischi ambientali e sanitari che il termovalorizzatore di Tossilo produrrà, bruciando 160 tonnellate di rifiuti al giorno? Quali sono i rischi reali e le misure di prevenzione, monitoraggio e controllo messe in campo per contrastare eventuali impatti ambientali e sanitari legati all’impianto? Sono le domande poste a Macomer nell’incontro organizzato dall’associazione “Nino Carrus” e dal Comitato per la tutela della salute del Marghine (presenti i sindaci del territorio), in attesa della conferenza di servizi del 6 luglio. «Questo incontro è l’inizio di un percorso che deve tenerci costantemente impegnati - dice Rosanna Carboni, presidente dell’associazione “Nino Carrus” -. Facciamo appello a sindaci, amministratori e cittadini perché la partecipazione e l’attenzione al problema siano il primo atto di tutela della salute pubblica. Chiediamo più vigilanza e controlli continui, quindi più informazione».
Mario Zacchino, commissario del consorzio industriale di Tossilo, spiega: «A settembre finiscono le operazioni di collaudo degli impianti, a ottobre inizia la gestione in affiancamento, a marzo prossimo la conclusione tecnica, ad aprile l’impianto sarà consegnato alla gestione della Tossilo spa. Le verifiche sono aperte e c’è trasparenza verso il territorio. L’Aia prevede il monitoraggio continuo e l’obbligo di informazione. Il 6 luglio la riunione programmata con tutti gli enti coinvolti». Giancarlo Nonnis, di Medicina democratica: «Serve la massima trasparenza e lavorare per il bene dei cittadini». Domenico Scanu, presidente Isde medici per l’ambiente: «Primo criterio di scelta deve essere la salute, occorre cautela e non trionfalismo, la politica deve ascoltare la scienza». Giuseppe Ciccolini, presidente della Provincia di Nuoro: «La Provincia con la sua struttura tecnica applica criteri molto stringenti. In più occasioni ha imposto correzioni e limitazioni all’impianto e continuerà a farlo ascoltando anche osservazioni dei cittadini, ovunque provengano». Ai relatori è seguito un dibattito acceso.







