Ci sono pure alte concentrazioni di benzene a Siracusa, registrate giovedì dalle stazioni di monitoraggio di Belvedere e di via Gela, le più prossime alla zona industriale. E proprio lo stesso giorno, l’ultimo in cui le centraline Arpa hanno prodotto risultati, è stato il primo di questa estate con uno sforamento dei parametri di ozono a Melilli, spauracchio del territorio oramai da anni. Il che vuol dire che, insieme ai superamenti dei valori limite di un altro inquinante di natura industriale, gli idrocarburi non metanici (nmhc), che in queste settimane sono inquietanti perché, in alcuni giorni, registrati in tutte le centraline dell'area industriale (Siracusa, Priolo, Melilli e Augusta), rischia di dare vita al cosiddetto smog fotochimico — che nasce, appunto, da questa commistione. Tutto questo si aggiunge all’altro dato che La Sicilia ha riportato una settimana fa, ossia i sette giorni consecutivi, dal 29 maggio al 4 giugno, in cui uno degli inquinanti industriali più ammorbanti di questa area, l’idrogeno solforato (h2s) (“Coprodotto – lo definisce Arpa - indesiderato nei processi di raffinazione del petrolio”), ha superato la soglia di legge in almeno una delle centraline di Priolo, Melilli e Augusta.