Pozzi inquinati in alcuni punti di prelievo pubblici dell’acqua potabile. Sta alzandosi il classico polverone anche se questa storia risale ai primi anni del 2000 quando le persone venivano rifornite con le autobotte oppure potevano andare a prendere l’acqua in alcune zone della città. Uno di questI punti di prelievo era a Borgheria dove l’inquinamento, da allora, sarebbe ancora sopra la norma. Va detto comunque che nel corso di questi anni sono cambiati i parametri delle analisi per cui gli sforamenti oggi potrebbero rientrare nei termini di legge. Un po’ quello che accadde con le acque del Metauro sull’eccesso di diserbanti. Comunque sia l’allarme che è stato sollevato da Pia Perricci di Futuro Nazionale ed anche dal consigliere regionale Andrea Nobili di Avs che ha avuto i documenti da Luigi Marini di Sinistra Italiana, meriterebbero una risposta. Per quello che riguarda la Perricci l’esponente politica ha fatto richiesta di accesso agli atti all’amministrazione per ottenere i documenti relativi a questa vicenda. La risposta? Eccola: "Destano sconcerto e preoccupazione la risposte fornite. Il Comune ha fatto sapere di non essere attualmente in grado di reperire la documentazione richiesta". Insomma è andata persa. E continua: "La circostanza che documenti di tale importanza possano essere recuperati presso altri enti come l’Arpam mentre risultano irreperibili presso l’amministrazione che ne era la destinataria o mittente solleva interrogativi seri sulla gestione e sulla conservazione degli archivi pubblici – scrive Pia Perricci –. Non si tratta di una questione burocratica. Quando si parla di contaminazione delle acque destinate al consumo umano, la trasparenza amministrativa non rappresenta una facoltà ma un dovere".
Pozzi inquinati, lo sconcerto di Pia Perricci: "Il Comune non ha più i documenti"
Pozzi inquinati in alcuni punti di prelievo pubblici dell’acqua potabile. Sta alzandosi il classico polverone anche se questa storia risale...










