I comitati No Biodigestore Saliceti e Sarzana, che botta da sempre contrari alla realizzazione dell’impianto di trattamento dei rifiuti a Saliceti tornano alla carica. Il progetto è ormai al traguardo: entro il 30 giugno si concluderà la parte strutturale e impiantistica quindi seguiranno 60 giorni per le attività residuali con la messa in esercizio prevista entro dicembre, con l’immissione in rete della prima molecola di biometano. Ma per i comitati i costi inizia sono raddoppiati.
"Con entusiasmo – scrivono – l’assessore regionale Giacomo Raul Giampedrone e il presidente della Provincia Pierluigi Peracchini hanno annunciato l’entrata in funzione a fine anno dell’impianto. La descrivono come un’opera delle meraviglie tecnologiche, le più avanzate in circolazione, ovviamente senza indicare quali. Noi siamo meravigliati dall’importo dell’investimento: 96 milioni di euro per trattare 60 mila tonnellate di rifiuti organici. Significa milleseicento euro per tonnellata di organico: il quadruplo dei costi di mercato per impianti analoghi.
Una domanda non ci permette di condividere l’entusiasmo di Giampedrone e Peracchini: chi paga una lievitazione dei costi del 78 per cento rispetto al Piano economico finanziario allegato al Paur, approvato in Regione dalla conferenza dei servizi e inviato al ministero dell’ambiente per il finanziamento con i fondi del Pnrr?. Attendiamo risposta da Iren, Recos, Regione, Provincia dai sindaci e dalla politica tutta".












