ROMA – Il saggista e scrittore indiano Pankaj Mishra, nell’illustrare la figura di Menachem Begin, ricorda come egli riuscì a trasformare l’assassinio di 6 milioni di ebrei, da parte dei nazisti, in una “intensa preoccupazione nazionale e in una nuova base per l’identità di Israele”. Una identità che l’ex ministro di Israele - dal 1977 al 1983 – utilizzò prima di ogni altro per “legittimare un sionismo militante ed espansionista”. Un lavoro che con Benjamin Netanyahu ha assunto toni e dimensioni parossistici.

L’insicurezza alimentare riguarda 1,6 milioni di persone: 132 mila bambini sotto i 5 anni. Gli attacchi e le operazioni militari a Gaza, dunque, non si fermano. Oltre 2 milioni di persone restano ammassate in appena il 35% del territorio della Striscia. Si sopravvive nella maggior parte dei casi con meno di 6 litri di acqua pulita al giorno a testa; mentre circa il 77% della popolazione (1,6 milioni di persone) soffre di gravi livelli di insicurezza alimentare, tra cui 132 mila bambini sotto i 5 anni, colpiti da malnutrizione acuta. La situazione più critica in questo momento è data dal sovraffollamento sommato alla mancanza di beni essenziali nei campi per sfollati a Deir al Balah ed Al Mawasi, oltre che tra le macerie di Khan Yunis e Gaza City (dove si sopravvive anche con meno di 2 litri d’acqua a persona). Qui, nel pieno di un’estate torrida, è altissimo il rischio di nuove epidemie dovute al caldo, alla disidratazione e alle continue infestazioni di topi e insetti.