L’obiettivo dell’ong è riportare al centro del dibattito l’autodeterminazione dei palestinesi, scavalcata sia dal piano genocidario e di annessione israeliano, che dagli attori – come il Board of Peace voluto dal presidente Usa Donald Trump – che «escludono i palestinesi da qualsiasi processo decisionale. Il mandato della risoluzione Onu 2803 rimane assolutamente insoddisfatto», spiega Paolo Pezzati, portavoce di Oxfam Italia per le crisi umanitarie. La campagna si sviluppa su tre direttrici, con specifiche richieste rivolte al governo italiano: innanzitutto di esercitare una pressione concreta su Tel Aviv per consentire «il pieno accesso umanitario» nella Striscia, tanto degli aiuti quanto del personale, «e l’operatività senza limitazioni delle organizzazioni», recita il comunicato. In secondo luogo un piano per la fine dell’occupazione dei Territori Palestinesi, attraverso il divieto di commercio con gli insediamenti illegali, già contenuto in una proposta di legge avanzata da Oxfam e firmata dai principali volti del campo largo. In prima fila Giuseppe Conte, Nicola Fratoianni, Elly Schlein e Angelo Bonelli. Ad accompagnare il divieto, la campagna chiede una pressione su Israele per il ritiro dai Territori Occupati, un processo di ricostruzione che interessi Gaza, la Cisgiordania e Gerusalemme Est che «includa il popolo palestinese» come protagonista. A questo proposito, la via da percorrere richiesta da Oxfam è il «riconoscimento da parte dell’Italia dello Stato palestinese, non come atto formale» ma accompagnato da un piano che ne salvaguardi i diritti, «compreso quello al ritorno dei rifugiati, come affermato dalla Risoluzione 194 delle Nazioni Unite».