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15 SETTEMBRE 2025
Ultimo aggiornamento: 7:57
L’occupazione israeliana della Cisgiordania costa ogni anno miliardi di dollari all’economia palestinese. È quanto denuncia Oxfam che, insieme a una alleanza composta da decine di organizzazioni umanitarie e della società civile, ha lanciato la nuova campagna “Stop al commercio con gli insediamenti illegali” (QUI SI PUO’ ADERIRE ALLA CAMPAGNA), per chiedere all’Ue e al Regno unito di mettere al bando le relazioni commerciali con gli insediamenti dei coloni israeliani. “Gli espropri di aree sempre più vaste, le demolizioni, gli sfollamenti forzati e l’ampliamento degli insediamenti dei coloni israeliani (illegali secondo il diritto internazionale) hanno un impatto sempre più drammatico sulla capacità di sussistenza delle comunità palestinesi, mentre i governi e le imprese dell’Ue e del Regno unito continuano ad alimentare questa situazione”.
A sostegno della campagna l’organizzazione ha pubblicato un report molto dettagliato sulle gravi ripercussioni che l’occupazione israeliana ha sull’economia palestinese insieme a una serie di videoracconti. Il primo che pubblichiamo qui è dedicato all’agricoltura, un settore che costituisce la spina dorsale dell’economia palestinese. “L’intera area settentrionale è stata sequestrata e ci è stato vietato di accedervi” racconta Imad, un abitante del villaggio di Buquin, nella parte settentrionale della Cisgiordania, mostrando il terreno davanti a lui. “Le autorità e i coloni israeliani si impossessano regolarmente di terreni agricoli nell’Area C, estromettendo forzata mente gli agricoltori palestinesi dalle loro terre e sottraendo loro le risorse” denunciano le organizzazioni. “Dopo aver sequestrato la terra, spesso le forze israeliane e i coloni distruggono e sradicano colture e frutteti per liberare spazio da adibire all’ulteriore espansione degli insediamenti”. Nel 2023, “il governo israeliano ha approvato la costruzione di 30.682 abitazioni in Cisgiordania e a Gerusalemme est. Un’espansione record, con un aumento del 180% dei nuovi insediamenti, in soli 5 anni”. Oggi Israele controlla il 61% dell’Area C stabilita dagli accordi di Oslo, mentre oltre il 42% della Cisgiordania è occupata dagli insediamenti.






