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15 OTTOBRE 2025

Ultimo aggiornamento: 8:02

Da gennaio, mentre le bombe di Tel Aviv continuavano a piovere su Gaza, massacrando centinaia di palestinesi al giorno, a poche decine di chilometri i coloni israeliani, sostenuti dall’esercito, hanno sfollato con la forza oltre 40mila palestinesi dai campi profughi della Cisgiordania. Nel mentre, il ministro delle Finanze israeliano, Bezalel Smotrich, annunciava l’approvazione del “piano E1”, che prevede la costruzione di 3.400 nuove unità abitative nell’area che collega Gerusalemme Est e l’insediamento illegale Ma’ale Adumim. Un progetto che spezza in due il territorio palestinese, interrompendo di fatto la circolazione tra la Cisgiordania settentrionale e quella meridionale, tra Ramallah e Betlemme.

Sono solo alcuni dei dati forniti da Amnesty International Italia, Cospe e Oxfam Italia, promotrici della campagna “Stop al commercio con gli insediamenti illegali”, assieme ad una coalizione di oltre 20 organizzazioni (tra cui Acli, Anpi e Arci). Il fronte chiede che l’Italia e l’Unione europea interrompano ogni relazione commerciale, compresa la fornitura di servizi e investimenti, con le aree occupate illegalmente da Tel Aviv in Cisgiordania, per consentire la nascita dello stato della Palestina, e per fermare il depauperamento dei palestinesi che vivono in questa zona. Negli ultimi due anni, infatti, la povertà di questo territorio è aumentata dal 12% al 28%.