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Ultimo aggiornamento: 20:08

Il gabinetto di sicurezza di Israele ha approvato un pacchetto di misure per favorire lo sviluppo degli insediamenti dei coloni in Cisgiordania, illegali secondo il diritto internazionale, e rafforzare il controllo di Tel Aviv su territori palestinesi occupati.

Tra le norme più radicali c’è la rimozione del divieto di vendere terreni della Cisgiordania a ebrei, in vigore da oltre 60 anni, ossia dal periodo dell’amministrazione giordana, e la pubblicazione dei registri catastali che finora erano sempre rimasti privati. In questi modo si dà formalmente il via libera ai coloni israeliani che potranno avere accesso ai nomi dei proprietari palestinesi ed esercitare forme di pressioni, anche violente, per riuscire ad appropriarsi un terreno.

Inoltre il controllo sui permessi di costruire in alcune aree, come quella di Hebron, viene trasferita dall’amministrazione palestinese a quella israeliana. Stessa cosa per attività ambientali e legate alla ricerca archeologica (elemento usato spesso dalle autorità israeliane come espediente per espropriare le case ai palestinesi) che passano sotto il controllo di Israele anche nelle aree A e B, amministrate dall’Autorità nazionale palestinese secondo quanto deciso dagli Accordi di Oslo.