L’integrazione delle tecnologie digitali nei modelli produttivi è la grande sfida di valorizzazione delle storiche eccellenze manifatturiere e imprenditoriali che attende l’Italia nei primi anni. In uno scenario segnato da instabilità geopolitica, volatilità energetica e competizione tecnologica accesa, il digitale deve diventare un motore strutturale della trasformazione industriale e non rimanere un simple abilitatore. Da reti materiali, infrastrutture fisiche e impianti industriali a ecosistemi aziendali digitali alimentati da dati, connettività, capacità di calcolo, piattaforme digitali e intelligenza artificiale.
A scattare questa fotografia è l’ultimo Rapporto Anitec-Assinform “Il digitale in Italia 2026”, realizzato in collaborazione con NetConsulting cube. Lo studio, giunto alla cinquantasettesima edizione, evidenzia come nel 2025 il mercato digitale italiano abbia raggiunto un valore di 84,4 miliardi di euro, registrando una crescita del 3,4% rispetto all’anno precedente. Si tratta di un incremento superiore rispetto alla dinamica del Pil nazionale, con andamenti differenziati tra i diversi segmenti del settore. Lo sviluppo più rilevante ha riguardato i servizi Ict, che hanno toccato i 18,8 miliardi (+8,1%), spinti dall’espansione del cloud computing, dal rafforzamento delle soluzioni di cybersecurity e dalla crescente diffusione dell’intelligenza artificiale. Quest’ultima si conferma la tecnologia con il più elevato tasso di espansione dell’intero mercato, registrando un incremento del 47,6% e un valore complessivo superiore a 1,3 miliardi di euro.










