C’è un momento, per ogni impresa, in cui il cambiamento smette di essere una scelta e diventa una condizione di sopravvivenza. Per le piccole e medie imprese italiane, quel momento non è più futuro: è già presente. Eppure, proprio mentre la trasformazione digitale accelera e l’intelligenza artificiale entra nei processi quotidiani, una parte consistente del tessuto imprenditoriale continua a muoversi con cautela, se non con immobilismo. Non perché manchino gli strumenti, né perché manchi la consapevolezza del cambiamento in atto. Il punto è più sottile: manca la capacità di orientarsi, di capire da dove iniziare e, soprattutto, come tradurre l’innovazione in valore concreto. “Non manca l’ambizione, ma l’orientamento su come tradurla in azione”, sintetizza Claudio Corbetta, group ceo di team.blue.
Il quadro emerge dal Digital Maturity Report di team.blue, leader europeo per l’innovazione digitale e fornitore di soluzioni tecnologiche per imprese e professionisti, basato sulle risposte di oltre 8mila aziende in più di 30 paesi. La fotografia è chiara: le Pmi europee stanno accelerando sul digitale, ma senza una direzione sempre definita. Il 74% utilizza i social media per visibilità e relazione con i clienti, il 73% il cloud storage, oltre la metà strumenti per creare siti web e piattaforme collaborative. Una diffusione ampia, ma ancora di primo livello: il digitale è presente, ma non sempre strategico.







