MILANO. L’intelligenza artificiale non sta soltanto cambiando il modo di lavorare nelle aziende: sta accelerando la nascita di nuovi imprenditori. È una delle tendenze più nette che emergono dal nuovo Work Change Report di LinkedIn dedicato alle Piccole e Medie Imprese, secondo cui in Italia quasi quattro dipendenti su dieci (39%) stanno valutando l’idea di mettersi in proprio proprio grazie alla diffusione dell’Ai.

Il fenomeno è globale. Tra luglio 2024 e luglio 2025, il numero di professionisti che ha aggiunto la qualifica di “founder” al proprio profilo LinkedIn è cresciuto del 60%, il doppio rispetto al 2022. Un lavoratore su cinque, nel mondo, dichiara di voler avviare un’attività autonoma nel prossimo futuro. Una spinta alimentata dalla disponibilità di strumenti digitali sempre più potenti, che riducono i costi di avvio, aumentano l’efficienza e permettono a micro-imprese e freelance di “scalare” con tempi e modalità prima impensabili.

Per le PMI italiane l’IA sta diventando un vero «equalizzatore competitivo». Secondo il report, il 70% dei responsabili marketing ritiene che queste tecnologie permetteranno ai marchi più piccoli di competere con le grandi corporate, conquistando spazi che un tempo sembravano preclusi. Nel quotidiano, più di un lavoratore su due (56%) è convinto che l’IA migliorerà la propria vita professionale: il 22% la utilizza già per analisi avanzate e decisioni strategiche, mentre il 31% la impiega per attività di routine come sintesi di testi, gestione documentale o scrittura di email.