La crisi nel Golfo Persico entra in una nuova fase. Gli Stati Uniti hanno lanciato nella tarda serata italiana una nuova ondata di attacchi contro obiettivi iraniani con l’obiettivo dichiarato di ridurre la capacità di Teheran di minacciare il traffico commerciale e civile nello Stretto di Hormuz, il passaggio marittimo attraverso cui transita una quota significativa del petrolio mondiale.A confermarlo è stato lo Us Central Command (Centcom), precisando che le operazioni sono scattate intorno alle 23, ora italiana.Quasi in contemporanea, i media ufficiali iraniani hanno riferito di una serie di esplosioni nella provincia meridionale di Hormozgan, nelle località di Jask, Qeshm, Bandar Abbas e Sirik.Secondo il governatorato provinciale, rilanciato dall’emittente statale Irib, “finora non si sono registrate vittime civili né danni a infrastrutture residenziali o commerciali”. Le prime informazioni indicano che uno degli attacchi avrebbe colpito una torre per le telecomunicazioni nella contea di Sirik, area già interessata da precedenti raid.
Missili e droni contro le navi nello Stretto di Hormuz
La tensione è salita ulteriormente quando il Centcom ha denunciato un nuovo attacco iraniano contro il traffico marittimo.“Nell’ultima ora le forze del Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica hanno sparato contro il traffico mercantile in transito nello Stretto di Hormuz. Un aereo americano ha abbattuto un missile da crociera iraniano e un drone”, ha dichiarato ad Axios il portavoce del comando americano, il capitano Tim Hawkins.L’episodio conferma come Hormuz sia ormai il principale teatro dello scontro diretto tra Washington e Teheran, con il rischio di coinvolgere anche la navigazione commerciale internazionale.













