Torna alta la tensione in Medio Oriente. Dopo gli attacchi della scorsa notte, gli Usa hanno colpito nuovamente il sud dell’Iran, che ha risposto con droni e missili sulle basi americane nel Golfo, in Bahrein e Kuwait.
L'esercito statunitense ha colpito circa 90 «obiettivi militari» in Iran, compresi sistemi di difesa aerea, durante la sua ultima serie di attacchi, ha annunciato il Comando Centrale delle Forze armate americane (Centcom). «Gli Stati Uniti hanno completato un'altra serie di attacchi contro l'Iran per ridurre ulteriormente la capacità dell'Iran di colpire navi mercantili e marinai civili innocenti nello Stretto di Hormuz», si legge in una dichiarazione rilasciata su X dal Centcom.
Sono stati colpiti anche i ponti sulle strade che portano a Mashhad, la città in cui verrà sepolto Ali Khamenei, ex Guida Suprema. Lo affermano i corpi delle Guardie Rivoluzionarie, precisando che si tratta di «due ponti nelle province orientali verso la città santa di Mashhad». L’accusa delle Guardie rivoluzionarie islamiche è che gli attacchi statunitensi miravano a oscurare la «storica» cerimonia funebre.
Teheran ha risposto colpendo Bahrein e Kuwait. Numerose le esplosioni udite nei due Paesi. «La nostra risposta sarà devastante», avvertono i Pasdaran, aggiungendo che la loro risposta si estenderà anche ad altre basi nella regione.















