Caricamento player

Nella notte tra martedì e mercoledì gli Stati Uniti hanno attaccato di nuovo l’Iran, in risposta agli attacchi contro tre petroliere che passavano nello stretto di Hormuz. Il comando delle forze armate degli Stati Uniti per il Medio Oriente (CENTCOM) ha detto che sono stati colpiti più di 80 obiettivi in Iran, tra cui sistemi di difesa aerea, radar e oltre 60 piccole barche utilizzate nello stretto di Hormuz dai Guardiani della Rivoluzione, la forza armata più potente dell’Iran. Mercoledì mattina i Guardiani della Rivoluzione hanno detto di aver risposto colpendo obiettivi militari statunitensi in Bahrein e Kuwait.

Gli attacchi sono stati compiuti mentre i negoziati tra Stati Uniti e Iran erano stati messi in pausa per i grandi funerali dell’ex Guida Suprema iraniana Ali Khamenei, che sono iniziati il 4 luglio e andranno avanti fino al 9. La Guida Suprema è la massima autorità politica e religiosa dell’Iran: Khamenei era stato ucciso a Teheran da un bombardamento israeliano lo scorso 28 febbraio, il primo giorno della guerra in Medio Oriente.

Il 17 giugno Stati Uniti e Iran avevano firmato un pre-accordo con l’obiettivo di mettere fine alla guerra, ma pochi giorni dopo si erano attaccati nuovamente a vicenda, anche in quel caso dopo che l’Iran aveva colpito una nave portacontainer nello stretto di Hormuz.