L'Iran ha nuovamente rivendicato attacchi contro basi militari statunitensi in Bahrein, Kuwait e Giordania, e ha preso di mira due navi nello Stretto di Hormuz in rappresaglia per le rinnovate ondate di attacchi statunitensi contro il Paese. Nella notte gli Usa hanno attaccato l'Iran lanciando 49 Tomahawk. Secondo un'analisi di immagini satellitari e video del New York Times, gli Stati Uniti hanno colpito un'infrastruttura per la fornitura di acqua potabile sulla costa dell'Iran, vicino allo Stretto di Hormuz. Il giornale americano afferma che non è chiaro se la struttura sia stata colpita volontariamente o meno. I danni osservati sono compatibili con la Gbu-39, una bomba piccola di precisione.
Gli attacchi dell'Iran alle basi Usa Il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche (IRGC) ha dichiarato di aver lanciato attacchi con droni contro la base aerea di Sheikh Isa in Bahrein e le basi aeree di Ali Al Salem e Ahmad Al-Jaber in Kuwait nelle prime ore di giovedì. Secondo quanto riportato, anche la base aerea di Al-Azraq in Giordania è stata colpita da 12 missili balistici per distruggere i caccia F-35, F-15 e F-16 dell'esercito statunitense, nonché infrastrutture chiave utilizzate dalle forze americane. Il Bahrein ha attivato due volte le sirene antiaeree, mentre il Kuwait ha dichiarato che i suoi sistemi di difesa aerea stavano «intercettando bersagli aerei ostili».La risposta ai raid di Trump Le Guardie Rivoluzionarie hanno affermato che gli attacchi erano una risposta alle «ripetute violazioni» da parte degli Stati Uniti del cessate il fuoco di aprile e hanno dichiarato lo Stretto di Hormuz «chiuso fino a nuovo avviso». Secondo quanto affermato, tutto il traffico sul corso d'acqua, comprese le petroliere e le navi commerciali, sarebbe stato preso di mira. Gli attacchi sono avvenuti dopo che il Comando Centrale degli Stati Uniti ha annunciato nuovi raid contro «obiettivi multipli» all'interno dell'Iran. L'esercito ha affermato che gli attacchi erano stati «ordinati» dal presidente Donald Trump e «in risposta all'aggressione ingiustificata e continua dell'Iran».












