Prese di mira aree nei pressi dello Stretto di Hormuz. Per il Pentagono sono un atto di «diplomazia coercitiva» per contenere concessioni dall’Iran. Intanto la delegazione qatariota impegnata nella mediazione ha lasciato Teheran senza aver registrato alcun progresso nei colloquiAlle 17.15 ora di New York, 23.15 ora italiana, gli Stati Uniti hanno di nuovo attaccato l’Iran, colpendo diverse zone nel sud del paese come la città portuale iraniana di Bandar Abbas, Qeshm e Hengam, in prossimità dello Stretto di Hormuz. Gli attacchi all'Iran sono un atto di «diplomazia coercitiva» che punta a ottenere concessioni, ha affermato il Pentagono, riporta il Wall Street Journal, secondo cui la nuova ondata di missili ha preso di mira sistemi di difesa aerea e posizioni radar vicine a Hormuz. Teheran ha annunciato la chiusura dello Stretto a tutto il traffico navale, comprese petroliere e navi commerciali, precisando che «qualsiasi nave che transiti sarà presa di mira». Gli Usa, tramite Centcom, hanno però sostenuto che le navi commerciali continuano a transitare in entrata e in uscita.Le prospettive di una svolta diplomatica sono ulteriormente affievolite, dopo che una delegazione qatariota impegnata nella mediazione ha lasciato Teheran senza aver registrato alcun progresso nei colloqui, riferisce il New York Times. PUNTI CHIAVE06:53Trump: «49 Tomahawk usati per colpire target in Iran»