Tornano a parlare le armi in Iran. Donald Trump, dal vertice Nato di Ankara, ha ordinato una serie di «potenti attacchi» in risposta alle «azioni di Teheran contro le navi commerciali nello Stretto di Hormuz».

Secondo il Comando Centrale i raid sono una risposta agli attacchi dell’Iran contro tre navi commerciali in transito a Hormuz, azioni che costituiscono secondo Washington un’aggressione ingiustificata a una violazione del cessate il fuoco.

L'escalation arriva mentre sono ancora in corso i negoziati tra Stati Uniti e Iran per un accordo definitivo. Nelle ore precedenti, il dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti aveva inoltre revocato una deroga temporanea alle sanzioni che consentiva all'Iran di produrre, vendere ed esportare petrolio greggio fino al 21 agosto, aumentando ulteriormente la pressione economica su Teheran. Era una parte fondamentale dell’intesa per il cessate il fuoco e la riapertura di Hormuz.

Il Comando Centrale Usa ha dichiarato di aver colpito oltre 80 obiettivi nei raid di questa notte: «Abbiamo colpito i sistemi di difesa iraniani, le reti di comando e controllo, le postazioni radar costiere, le capacità missilistiche antinave e oltre 60 piccole imbarcazioni del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche nello stretto e nelle sue vicinanze» scrive l'esercito statunitense in un comunicato pubblicato su X.