WASHINGTON. Gli Stati Uniti hanno lanciato una massiccia offensiva militare contro l'Iran, colpendo oltre 80 obiettivi in risposta agli attacchi attribuiti a Teheran contro alcune navi commerciali nello Stretto di Hormuz. L'operazione è stata confermata dal Comando Centrale degli Stati Uniti (Centcom), che ha parlato di "una serie di potenti attacchi" come risposta a quella che definisce una "palese e pericolosa violazione del cessate il fuoco". Si tratta dei primi raid americani dalla fine di giugno, quando Stati Uniti e Iran erano già stati protagonisti di una serie di attacchi e contrattacchi.

Secondo il Centcom, sono stati colpiti sistemi di difesa aerea, reti di comando e controllo, radar costieri, capacità missilistiche antinave e oltre 60 piccole imbarcazioni del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche, con l'obiettivo di impedire nuovi attacchi al traffico marittimo internazionale. Washington sostiene inoltre che l'Iran abbia recentemente preso di mira tre navi mercantili in transito nello stretto: la M/T Al Rekayyat, battente bandiera delle Isole Marshall, la M/T Wedyan, con bandiera saudita, e la M/T Cyprus Prosperity, registrata in Liberia. Secondo Axios, l'operazione è stata quattro o cinque volte più estesa rispetto ai raid di dieci giorni fa. Il presidente Donald Trump avrebbe autorizzato l'attacco durante il vertice Nato ad Ankara, dopo una riunione con il segretario alla Difesa Pete Hegseth, il segretario di Stato Marco Rubio, il segretario al Tesoro Scott Bessent e il capo degli Stati maggiori congiunti Dan Caine.