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La fragile tregua tra Stati Uniti e Iran subisce un nuovo duro colpo. Teheran ha lanciato nella notte missili e droni contro diversi Paesi del Golfo in risposta a una nuova ondata di raid americani, effettuati dopo l’attacco iraniano contro una nave mercantile nello Stretto di Hormuz, costretta a essere abbandonata dall’equipaggio mentre era in fiamme. La nuova escalation si accompagna all’annuncio iraniano di una rinnovata chiusura dello Stretto di Hormuz, aggravando ulteriormente la crisi tra i due nemici, che negli ultimi giorni hanno continuato a scambiarsi minacce di vendetta e di distruzione totale nonostante il cessate il fuoco teoricamente ancora in vigore. Gli Emirati Arabi Uniti hanno reso noto di essere stati bersaglio di un attacco con missili e droni, secondo quanto riferito dal ministero della Difesa. Contemporaneamente, il Bahrein ha attivato le sirene d’allarme antiaereo, mentre in Qatar sono state udite esplosioni, probabilmente legate a intercettazioni di alcuni missili nel cielo a sud della capitale Doha. Poco prima, l’Iran aveva annunciato la chiusura «fino a nuovo ordine» dello Stretto di Hormuz, attraverso il quale in condizioni normali transita circa un quinto del commercio mondiale di idrocarburi, dopo aver aperto il fuoco contro una nave. I Guardiani della Rivoluzione, i pasdaran, avevano inoltre minacciato di colpire «con severità» le basi americane presenti nei Paesi del Golfo in caso di una risposta militare degli Stati Uniti. «Numerose navi hanno tentato di utilizzare una rotta non autorizzata ignorando i nostri avvertimenti», hanno affermato i Guardiani in un comunicato.