Teheran blocca Hormuz e attacca due navi mercantili e diverse basi americane. La risposta di Washington: «Colpiti 140 obiettivi»
Sale nuovamente la tensione nello Stretto di Hormuz. Teheran ha annunciato la chiusura del passaggio marittimo «fino a nuovo avviso», nonostante la sua riapertura fosse uno dei punti previsti dal Memorandum of Understanding firmato lo scorso giugno. Poco prima dell’annuncio, il Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica (Pasdaran) ha colpito con un missile la nave mercantile M/V Gfs Galaxy, una portacontainer battente bandiera cipriota che stava tentando di attraversare lo Stretto.
In risposta, gli Stati Uniti hanno lanciato una nuova ondata di raid contro obiettivi iraniani. Secondo Axios, gli attacchi hanno preso di mira «radar di sorveglianza aerea e marittima, depositi di missili e droni, siti di lancio e batterie missilistiche terra-aria».
L’escalation si è rapidamente estesa al resto del Golfo. Gli Emirati Arabi Uniti sono stati colpiti da un attacco missilistico iraniano, il Bahrein ha attivato le sirene antiaeree, mentre in Qatar sono state segnalate esplosioni nella capitale Doha. Le autorità locali – scrive il New York Times – riferiscono che gli attacchi sono arrivati poche ore dopo i raid statunitensi contro l’Iran.










