Cantano vittoria i Comuni di Lecce e Galatina: da sabato i loro autovelox sono considerati omologati d’ufficio. Il decreto ministeriale appena entrato in vigore spegne un autovelox su cinque in Italia, ma salva quelli installati sulla tangenziale Est di Lecce e lungo la strada statale 101 Lecce-Gallipoli. Si apre così una nuova fase per il sistema dei controlli elettronici della velocità, anche se la lunga stagione dei ricorsi è tutt’altro che archiviata e, almeno per le multe già impugnate, la parola definitiva spetterà ancora ai giudici.

Il provvedimento del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, atteso da ben 34 anni, dà il placet a 3.150 apparecchi, che rientrano automaticamente tra quelli conformi ai nuovi requisiti, perché appartenenti ai prototipi inseriti nell’allegato B del decreto. Restano invece esclusi circa 850 dispositivi, per i quali i produttori dovranno presentare la documentazione necessaria per ottenere l’omologazione. Secondo il ministro Matteo Salvini è finita la giungla e anche l’uso di questo strumento per sole ragioni di cassa.

A Lecce il comandante della polizia locale Donato Zacheo, ha confermato che il dispositivo installato sulla tangenziale Est rientra tra quelli considerati omologati, ma non si è sbilanciato sui ricorsi pendenti e sui possibili riverberi del decreto nei futuri giudizi. Più esplicito il comandante della polizia locale di Galatina, Luigi Tundo, che sottolinea come il decreto rappresenti un punto di svolta soprattutto per il futuro. «Siamo soddisfatti: il nostro è il primo dispositivo inserito nell’allegato B. Sul piano della retroattività, difficilmente si risolveranno automaticamente le controversie, ma bisognerà vedere come si muoverà la giurisprudenza. Ora l’autovelox di Galatina, sulla Lecce-Gallipoli, risulta omologato, mentre prima era soltanto autorizzato», conclude il comandante, che sostiene che la vicenda dei ricorsi sia stata troppo enfatizzata, «perché in realtà sono solo una piccola percentuale gli automobilisti che impugnano le multe».