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Alessio Ribaudo

Pubblicato il testo: regole certe sulle omologazioni, disattivati 850 apparecchi. Il giurista: ricorsi ancora possibili. Salvini: «Si mette fine a una giungla»

Da oggi un misuratore di velocità su cinque non potrà più fare multe. Non perché non ne sia più in grado, ma perché non avrà più il titolo giuridico per trasformare quel rilievo in una sanzione. È l’effetto del decreto «autovelox» atteso da 34 anni. Secondo una nota dell'11 luglio del ministero dei Trasporti (Mit), i dispositivi che potranno restare accesi «sono circa 3.150; per altri 850 i produttori dovranno chiedere l’omologazione del prototipo». Ma «omologati d’ufficio» non significa che il Mit abbia testato gli apparecchi uno per uno.

L’Allegato B elenca i decreti di approvazione di 25 prodotti ritenuti conformi ai nuovi requisiti: gli esemplari corrispondenti «si intendono omologati». È il prototipo a ricevere il nuovo passaporto. Il singolo strumento potrà essere usato solo se corrisponde a quel modello e a quella versione, ha una taratura valida, supera le verifiche previste ed è censito nel portale del Mit.