Rivoluzione autovelox da domani. Non cambiano i limiti, ma le regole: dei 4.060 dispositivi censiti dal ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, 2.856 potranno continuare a elevare sanzioni, mentre 1.204 dovranno essere spenti fino a nuova omologazione. È l’effetto del decreto che arriva con 34 anni di ritardo e tenta di colmare un vuoto normativo aperto dal Codice della strada del 1992. Finora esisteva soltanto la procedura di approvazione degli apparecchi, mai quella di omologazione prevista dalla legge. Un nodo che la Cassazione, con quasi cinquanta pronunce a partire dal 2024, ha ribadito con chiarezza: approvazione e omologazione non sono la stessa cosa.
Il decreto introduce una sorta di sanatoria tecnica per 25 modelli di autovelox: i relativi prototipi vengono considerati omologati e, se gli esemplari installati corrispondono a quelle versioni, sono regolarmente tarati e superano le verifiche periodiche, potranno continuare a funzionare. Per tutti i nuovi dispositivi, invece, l’omologazione sarà obbligatoria, così come la taratura iniziale e quella annuale. Se i controlli non saranno superati, gli apparecchi dovranno essere fermati. Arrivano anche nuove garanzie: dati e immagini saranno crittografati, firmati digitalmente e, nelle fotografie frontali, i volti oscurati.











