Trentaquattro anni di attesa e un solo colpo di penna bastano a ridisegnare la mappa degli autovelox italiani. Il decreto pubblicato in Gazzetta Ufficiale ha fissato in modo organico caratteristiche, requisiti e procedure di omologazione, taratura e verifica di funzionalit� dei dispositivi per l'accertamento delle violazioni dei limiti di velocit�.
Il risultato immediato � una selezione netta: su una platea che negli anni aveva superato i 10.000 apparecchi installati (spesso nascosti o duplicati lungo lo stesso tratto), il ministero certifica oggi 3.150 dispositivi gi� conformi e operativi. Gli altri 850, privi ancora dei requisiti richiesti, dovranno fermarsi finch� i rispettivi produttori non completeranno l'iter di omologazione con la documentazione integrativa prevista dal testo.
Non c'� spazio per interpretazioni: il tasso di rilevamento dei veicoli dovr� attestarsi almeno al 90%, mentre l'associazione corretta tra velocit� e veicolo, l'acquisizione delle immagini e il riconoscimento delle targhe dovranno garantire un'affidabilit� non inferiore al 95%. Sul fronte della precisione, lo scostamento massimo rispetto allo strumento campione non potr� superare i 3 km/h fino a 100 km/h di velocit� rilevata, per poi passare a una tolleranza del 3% oltre quella soglia.












