Da luglio 2026 cambia il panorama degli autovelox in Italia. Con l’entrata in vigore del nuovo decreto del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (MIT), i dispositivi che non rispettano i requisiti previsti per l’omologazione non potranno più essere utilizzati per rilevare le infrazioni ai limiti di velocità. La misura punta a fare chiarezza su una questione che negli ultimi anni ha generato numerosi ricorsi e un ampio dibattito sulla validità delle multe elevate tramite apparecchi non omologati.
Secondo i dati diffusi dal Ministero, sono circa 850 gli autovelox che dovranno essere disattivati nell’immediato perché privi dei requisiti richiesti. Restano invece operativi circa 3.150 dispositivi, già conformi alle nuove disposizioni oppure rientranti tra quelli che possono continuare a funzionare secondo il decreto.
L’obiettivo dichiarato è uniformare le regole su tutto il territorio nazionale e garantire maggiore certezza giuridica sia agli enti locali sia agli automobilisti.
La riforma sugli autovelox entra in vigore
Il nuovo decreto introduce, per la prima volta dopo decenni di attesa, una disciplina organica dedicata all’omologazione, alla taratura e alla verifica periodica degli autovelox utilizzati per il controllo della velocità.








