Spento un autovelox su cinque con le nuove regole in vigore da domenica 12 luglio, introdotte dal dm Infrastrutture dell’8/6/2026, pubblicato nella Gazzetta ufficiale dell’11 luglio 2026 n. 159: restano attivi 3.150 dispositivi, perché corrispondono ai 25 prototipi approvati dai Trasporti, mentre 850 risultano ora inattivi e dovranno ottenere l’omologazione, una procedura unica nazionale che richiede test di laboratorio severi.

Servono poi verifiche annuali sugli strumenti di rilevamento elettronico della velocità: le tarature vanno realizzate soltanto presso laboratori accreditati. Nel mirino gli errori di misurazione e la violazione della privacy, che va garantita con l’oscuramento automatico dei volti in caso di ripresa frontale dei veicoli.

Si chiude, dunque, il lungo iter amministrativo che si è necessario per adeguarsi all’ordinanza n. 10505 del 18/4/2024, emessa dalla seconda sezione civile della Cassazione, che ha stabilito la nullità della multa e del taglio dei punti patente da parte del velox approvato e non omologato.

Gli obblighi dei produttori e i modelli conformi

Continuano dunque a operare i dispositivi, sia velox sia tutor, conformi ai prototipi già approvati ed elencati nell’allegato B del decreto ministeriale, come Autovelox 106, T-Exspeed, Velomatic, Celeritas, Trucam, Vergilius Plus, che s’intendono automaticamente omologati a tutti gli effetti, senza necessità di un nuovo procedimento.