Il provvedimento stabilisce le procedure per omologare, verificare e tarare i dispositivi di rilevamento della velocità. Le multe possono essere annullate per via giudiziaria: resta la distinzione della Cassazione tra attivazione e omologazione

A 34 anni dall’entrata in vigore del Codice della Strada, è arrivato il tanto atteso decreto sugli autovelox, dopo un lungo periodo di caos sugli strumenti approvati ma non omologati. Il ministero dei Trasporti ha firmato il provvedimento sull’omologazione dei dispositivi e delle apparecchiature per l’accertamento delle violazioni dei limiti massimi di velocità. Si tratta di un decreto richiesto a gran voce, perché mira a colmare un vuoto normativo che aveva generato numerosi contenziosi giudiziari, tanto che la Cassazione nel 2024 si era trovata ad annullare le multe generate dal 70% di autovelox presenti sul territorio perché considerati non omologati. Non a caso nel 2025, gli incassi dei Comuni sono diminuiti di quasi il 9%, come riporta Repubblica, perchè sono stati costretti a spegnere i dispositivi non omologati correttamente.

L’omologazione dei dispositivi

Il primo obiettivo del decreto Salvini sugli autovelox è quello di definire una procedura chiara per l’omologazione dei dispostivi di rilevazione della velocità: «Si assicura un quadro regolatorio certo e omogeneo, idoneo a superare le criticità applicative emerse nel tempo e a garantire l’affidabilità di misura degli strumenti, la tracciabilità delle operazioni tecniche e la solidità giuridico-amministrativa degli accertamenti conseguenti al loro impiego», dichiara il ministero degli Interni.