Domenica 12 luglio 2026 segnerà una svolta per la viabilità italiana: dopo 34 anni di vuoto normativo, entra pienamente in vigore il nuovo decreto ministeriale sulle omologazioni degli autovelox.
Dalla mezzanotte si chiude una delle più tenaci anomalie del Paese, con la disattivazione immediata dei dispositivi non conformi alle nuove regole.
Secondo Luigi Altamura, comandante della Polizia locale di Verona e referente Anci, il quadro operativo è già definito: 2.856 apparecchi continueranno a elevare sanzioni, mentre 1.204 “scatole” dovranno essere spente.
Il loro limite non è tecnico, bensì giuridico: non rientrando nell’elenco dei modelli che il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (MIT) considera “automaticamente” omologati, le sanzioni emesse rischierebbero l’annullamento.
Il paradosso nazionale in materia di rilevatori di velocità affonda le radici nel 1992, quando il Codice della strada impose l’obbligo di omologazione e approvazione ministeriale, senza però che venisse mai istituito un procedimento tecnico-amministrativo completo per la certificazione.











