HomeCronacaPo, allarme cuneo salino. “Ha percorso venti chilometri, colture a rischio”Rodolfo Laurenti, ingegnere, direttore del Consorzio bonifica Delta del Po: “Fuori uso il 70% delle derivazioni irrigue, i problemi maggiori sono per mais e risaie”. Quando arriva il picco di caldo e quando finisce. Incendi boschivi dal Piemonte alla Sardegna, il bilancioAllerta per il cuneo salino nel Po: il mare ha invaso il grande fiume percorrendo venti chilometri (foto Consorzio di bonifica Delta del Po)Ricevi le notizie di Quotidiano Nazionale su GoogleSeguiciRoma, 12 luglio 2026 – In attesa del picco di calore – previsto tra martedì e mercoledì, soprattutto al Centro-Sud – a preoccupare è il cuneo salino del Po. Il mare invade il grande fiume, “fino ad oggi ha percorso venti chilometri, dalla foce a Porto Tolle (Rovigo). Attivando sistemi d’emergenza siamo riusciti a tenere ma siamo stati costretti a chiudere tante derivazioni irrigue, il 70% della nostra rete”.

Il mare invade il Po: colture a rischio

Rodolfo Laurenti, ingegnere, direttore del Consorzio bonifica Delta del Po, risponde di domenica pomeriggio mentre sta controllando gli ultimi dati sul computer, “siamo a 250 metri cubi al secondo di portata, a Pontelagoscuro”. Ha trascorso la mattinata nei sopralluoghi. La situazione è allarmante per l’agricoltura, “penso alle risaie ma soprattutto al mais, che proprio in questo periodo è nella fase decisiva ed è la prima coltura del nostro territorio. Per ora siamo riusciti a tamponare con sistemi di emergenza, sfruttando le derivazioni più a monte. Stiamo razionando le risorse, distribuendole nei vari bacini. Ma il problema è che non siamo ancora a metà luglio e mancano almeno 20 giorni perché si completi la crescita delle colture. Non so se riusciremo a tenere. Il piano b? Che arrivi la pioggia”. Guardando già “ai progetti esecutivi irrigui per rendere più efficiente la rete ed evitare tutti questi sistemi d’emergenza. Ma servono i finanziamenti. Servono 18 milioni”. Fuori gioco purtroppo anche questa volta le barriere antisale, “progettate per una portata minima di 450 metri cubi al secondo”. E no che non è un problema di scarsa visione, “tutte le opere hanno una vita utile, i cambiamenti climatici stanno accelerando la loro fine”.