Dopo l'Associazione teriologica italiana (ATit) e il Centro italiano studi ornitologici (Ciso), anche l'Unione zoologica italiana (Uzi) analizza criticamente la proposta di riforma della legge sulla caccia, ora all'esame della Commissione Agricoltura della Camera dei deputati.
In un articolato documento di cinque pagine, la società scientifica italiana che riunisce gli zoologi esprime forti perplessità sul disegno di legge 1552 (ora a Montecitorio come proposta di legge n. 2984), sostenendo che il testo sposta l'attenzione dalla conservazione della fauna selvatica all'espansione delle opportunità venatorie, in contrasto con le più recenti conoscenze scientifiche e con gli obiettivi europei di tutela della biodiversità.
La biodiversità al centro delle politiche ambientali
Per l'Uzi, qualsiasi modifica della legge 157 del 1992 dovrebbe partire da un dato ormai consolidato nella comunità scientifica: la perdita di biodiversità rappresenta una delle più gravi emergenze ambientali del nostro tempo.
Gli zoologi ricordano che il declino delle popolazioni animali, la frammentazione degli habitat e gli effetti dei cambiamenti climatici stanno alterando profondamente gli ecosistemi. Richiamano inoltre i dati della Commissione europea sullo stato della natura, secondo cui soltanto il 15% degli habitat e il 27% delle specie tutelate dalla Direttiva Habitat si trovano in uno stato di conservazione favorevole, mentre numerose specie di uccelli continuano a registrare condizioni non soddisfacenti.











