Stop caccia selvaggia! L’Associazione Teriologica Italiana mette insieme rappresentanti di tutte le professioni che a ogni livello si occupano della gestione e conservazione dei mammiferi nel nostro Paese: docenti universitari, ricercatori, esperti, sia di enti pubblici che privati. Lo scorso 29 giugno l’associazione ha diffuso un documento di quindici pagine che invita il Parlamento a sospendere l’iter di approvazione del ddl 1552, quello sulla caccia per intenderci. Chiede di riaprire un confronto con la comunità scientifica, a partire dagli esperti dell’Ispra e del Comitato tecnico faunistico venatorio nazionale. L’obiettivo dell’iniziativa, inusuale quanto urgente, è quello di rivedere il provvedimento perché incoerente con le informazioni scientifiche disponibili e incapace di garantire un adeguato livello di tutela delle popolazioni della fauna selvatica. Una bocciatura netta sia del mondo scientifico sia di coloro che si occupano a vario titolo della protezione degli animali. Il governo Meloni sull’attività venatoria e sulla conservazione della biodiversità impone decisioni sconfessate dalla scienza con l’obiettivo di scardinare l’impianto della legge 157 del 1992, per passare dalla “tutela della fauna” alla “gestione della fauna”. Ammazzare più animali e farlo ovunque, per il centrodestra italiano serve a difendere fauna e biodiversità. In realtà si tratta di un regalo ingiustificabile e dannoso alle lobby dei cacciatori. L’ennesimo strumento di propaganda elettorale che questa volta usa gli animali come merce di scambio. Il ddl “spara tutto” non è stato bocciato solo dalla comunità scientifica ma anche dalla Commissione europea. Le associazioni Enpa, Lac, Lav, Legambiente, Lipu-BirdLife Italia e Wwf Italia sono venute in possesso di una lettera ufficiale che la Commissione aveva inviato al governo italiano già a dicembre 2025. Puntualmente ignorata dalla Meloni e dalla sua maggioranza che continua, come sempre, a sottrarsi al confronto. L’Europa denuncia gravi violazioni delle Direttive Uccelli e Habitat per quanto riguarda: l’estensione della caccia fuori stagione, l’indebolimento del parere scientifico, l’uso dei visori ottici e la liberalizzazione dei richiami vivi con rischi concreti di bracconaggio e traffici illegali. Nonostante i rilievi e le stroncature il governo è andato avanti spedito nell’iter parlamentare, approvando in Senato il ddl “spara tutto”, confermando la solerzia delle destre italiane nel mettersi sempre al servizio di interessi privati, in questo caso delle lobby dei cacciatori e delle associazioni agricole che vogliono fare profitti a scapito di tanti piccoli agricoltori. Un comportamento gravissimo e irresponsabile a cui hanno replicato 57 associazioni ambientaliste, animaliste ed escursionistiche che chiedono lo stop immediato del provvedimento e la cancellazione delle norme bocciate dalla Commissione europea. L’alleanza di scopo ecologista ha anche inviato una richiesta formale al presidente della Camera per modificare l’iter previsto durante il confronto a Montecitorio. Chiedono che il testo venga discusso in commissione Ambiente, denunciando come sia stato assegnato in esame solo alla commissione Agricoltura, sbilanciata sulle richieste produttive e venatorie. Il conflitto sul ddl caccia selvaggia conferma quanto le decisioni sui temi cosiddette ambientali abbiano bisogno di un approccio sistemico, multicriteriale e interdisciplinare. Sono questioni complesse che non possono essere semplificate, come fa invece il governo Meloni. Che conferma la propria cultura specista e antiscientifica, dimostrando di non essere adeguato a prendere decisioni sulle questioni ambientali. Facciamo Eco!
Europa e scienza hanno bocciato il ddl spara tutto
La proposta di legge del governo sull’attività venatoria è un regalo alle lobby dei cacciatori









