È ancora possibile bloccare questa irragionevole aggressione alla fauna italiana. Il Wwf lancia l’ennesimo messaggio a uso e consumo della maggioranza parlamentare, ma intanto si attrezza per dare battaglia in caso di approvazione definitiva del testo ribattezzato «spara tutto». E lo fa puntando a un referendum che, sulla carta, non lascia chance alla destra.
In questi giorni in cui, dopo l’approvazione al Senato, la discussione sulla proposta di legge di riforma della normativa sulla tutela della fauna e sulla regolamentazione del prelievo venatorio è approdata alla Camera dove la scorsa settimana sono già iniziate le consultazioni.
Le critiche su questa proposta sono unanimi. Da ultima si aggiunge l’autorevole voce di Giordano Bruno Guerri che ha affidato al WWF Italia una sua chiara presa di posizione: «Una società civile si misura anche da come tratta gli animali e da quanto è capace di difendere il proprio ambiente. Per questo ritengo che la nuova proposta di legge sia una scelta sbagliata e che debba essere ripensata nell’interesse della natura, della sicurezza dei cittadini e del bene comune». Parole importanti per il Panda, che si aggiungono a quelle di molti altri intellettuali, divulgatori, scienziati e cittadini: a dimostrazione che non siamo di fronte ad un contrasto tra destra e sinistra, ma ad un sentire trasversale che manifesta le preoccupazioni di una larghissima maggioranza di cittadine e cittadini.








