Nel momento decisivo cresce la mobilitazione contro il disegno di legge n. 1552, la riforma della disciplina venatoria in discussione al Senato che punta allo stravolgimento della legge 157/1992 sulla tutela della fauna selvatica – bene costituzionalmente protetto – per favorire il mondo venatorio con una serie di concessioni ingiustificabili, dannose e illegittime. Domani, martedì 23 giugno, giorno previsto per il voto finale a Palazzo Madama, la coalizione di associazioni ambientaliste e animaliste dà appuntamento alle 17 a Roma, in Piazza della Rotonda, per un sit-in contro quello che viene definito il ddl “Caccia selvaggia”.
L’iniziativa arriva mentre la petizione del Wwf “Stop caccia selvaggia” ha superato le 233mila adesioni. Alla mobilitazione popolare si affianca quella del mondo scientifico, con nuovi sostegni all’appello promosso dall’associazione.
Hanno aderito ad esempio Romeo Di Pietro, presidente della Società italiana di scienze della vegetazione, e Biagio D’Aniello, presidente dell’Unione zoologica italiana. Le loro firme si aggiungono a quelle di Carlo Blasi, presidente della Fondazione per la flora italiana; Marco Alberto Bologna, presidente della Società entomologica italiana e del Comitato scientifico per la fauna d’Italia; Rita Cervo, presidente della Società italiana di etologia; Elisa Anna Fano, presidente della Federazione italiana di scienze della natura e dell’ambiente; Barbara Rosa Ines Manachini, presidente della Società italiana di nematologia; Antonella Penna, presidente della Società italiana di biologia marina; Lorenzo Peruzzi, presidente della Società italiana di biogeografia; Maurizio Sarà, presidente del Centro italiano studi ornitologici; Luca Sineo, presidente della Società italiana di antropologia ed etnologia; Marco Zuffi, presidente della Societas herpetologica italiana.















