Aggiungi ItaliaOggi alle tue fonti preferite su Google per non perderti i nostri contenutiLa retribuzione media annuale lorda dei lavoratori dipendenti è stata nel 2025 di 27.649 euro in crescita del 14,5% rispetto al 2019 e del 3,6% rispetto all’ultimo anno. Tuttavia tale aumento, determinato dalla continuità e dalla intensità lavorativa non risulta ancora in grado di recuperare gli effetti della crescita dell'inflazione accumulata nel 2022-2023. E’ quanto emerge dal XXV Rapporto annuale dell’Inps, presentato dal presidente dell’istituto di previdenza, Gabriele Fava, nella sala della Regina alla Camera, che registra per lo scorso anno 27,2 milioni di lavoratori assicurati, con un incremento di circa 244 mila unità rispetto al 2024 e di 1,7 milioni rispetto al periodo pre-pandemico (+6,8%). Aumentano principalmente tra il 2019 e il 2025: giovani fino a 34 anni (+12,4%), donne (+7,8%) e lavoratori extra UE (+35,5%).

Fondi pensione e Tfr: la sceltaLe nuove regole di adesione alla previdenza integrativa e le prestazioni: guida alle decisioni per lavoratori e aziendeI numeri delle pensioni

Sul fronte delle prestazioni pensionistiche rimane stabile il numero dei pensionati, pari a 16,4 milioni di cui il 96% percepisce una prestazione Inps. Sono stati liquidati circa 1,5 milioni di nuovi trattamenti in calo del 1,8% rispetto al 2024. Il calo ha interessato principalmente le pensioni anticipate e quelle ai superstiti, mentre sono invariate le pensioni di vecchiaia. Cresce la componente assistenziale, in particolare l’indennità di accompagnamento, il cui stock è più che raddoppiato tra il 2002 e il 2026, da circa 1 milione a quasi 2,2 milioni di prestazioni. La crescita, si legge in una nota dell’Istituto, riflette sia l’aumento della popolazione anziana e molto anziana, sia la maggiore durata di permanenza nella prestazione, legata al miglioramento della sopravvivenza. Dati che «richiamano l’attenzione sulla necessità di attivare misure per la gestione del rischio di non autosufficienza».