Gli italiani vanno in pensione sempre più tardi e il sistema previdenziale riflette sempre più l'invecchiamento della popolazione e del mercato del lavoro. Nel 2025 l'età media di pensionamento sale a 64,7 anni, rispetto ai 64,5 del 2024 e ai 61,7 registrati nel 2012. È uno dei principali dati contenuti nel 25° Rapporto annuale dell'Inps, presentato oggi a Roma. Nel complesso i pensionati restano sostanzialmente stabili a 16,4 milioni, di cui circa 8 milioni uomini e 8,4 milioni donne. L'importo lordo complessivo delle pensioni erogate raggiunge 371 miliardi di euro, in crescita rispetto ai 347 miliardi del 2023, mentre l'assegno medio mensile lordo si attesta a 1.906 euro, in aumento dell'1,3% rispetto allo scorso anno. L'importo varia sensibilmente a seconda della tipologia di pensione: le pensioni anticipate arrivano in media a 2.162 euro mensili, grazie a carriere contributive più lunghe, mentre le pensioni di invalidità si fermano a 1.130 euro e quelle di vecchiaia a 1.035 euro. Per le pensioni di vecchiaia l'età media di uscita resta ormai stabilmente attorno ai 67 anni (67,2 nel 2025), mentre per le pensioni anticipate è di 61,7 anni, risentendo dei diversi canali di flessibilità previsti dalla normativa.
Inps: in pensione sempre più tardi, donne ancora penalizzate. Aumenta il lavoro ma calano i salari
Il Rapporto Inps fotografa l'invecchiamento della popolazione: aumenta l'età media di buen ritiro, cresce il numero dei pensionati che continuano a lavorare e …













