Walter Monaco, ex detenuto del carcere di Brescia, ha raccontato la “giornata tipo” all’interno dell’Istituto tra sovraffollamento e difficoltà nella gestione della quotidianità. In una lettera indirizzata a Fanpage.it ha parlato di “scarafaggi, caldo estremo e mancanza di acqua”.

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La nostra redazione ha ricevuto una lettera firmata da Walter Monaco, ex detenuto del carcere di Brescia, che denuncia le condizioni di vita all'interno degli istituti penitenziari italiani durante i mesi estivi. Nel testo, indirizzato anche alla Corte europea dei diritti dell'uomo di Strasburgo, l'autore descrive quella che definisce una "giornata tipo" trascorsa nel carcere Canton Mombello, tra sovraffollamento, caldo estremo e difficoltà nella gestione della quotidianità. Una situazione similare a quella che esisterebbe nel carcere di Opera, scrive, dove i detenuti sono costretti a lavarsi con gli idranti.

Pubblichiamo la sua testimonianza perché contribuisce al dibattito sulle condizioni delle carceri italiane e sul rispetto della dignità delle persone detenute. Se desideri condividere una testimonianza o segnalarci una situazione di interesse pubblico, puoi scriverci a segnalazioni@fanpage.it o cliccare qui. La lettera dell'ex detenuto Oggi a Brescia ci sono 37 gradi, il caldo fa scottare le sbarre oramai ingiallite per tutto il sole preso nel corso degli anni. Il provvedimento di Nordio e del DAP sulla chiusura delle celle si fa sentire sempre più: se prima potevamo muoverci e camminare lungo i corridoi delle sezioni, oggi siamo definitivamente chiusi in quattro in una cella per due persone.