Docce senza acqua calda, infiltrazioni nelle stanze e lunghi tempi di attesa per poter parlare con i familiari, insieme alle difficoltà a entrare in contatto con i legali. Una lettera firmata da 135 detenuti delle sezioni A, B e C del quarto piano del carcere di Opera denuncia le condizioni di vita nella casa di reclusione. Questa mattina la deputata del Pd Silvia Roggiani, che ha presentato un’interrogazione al ministro della Giustizia, e il consigliere comunale Alessandro Giungi sono entrati all’interno del carcere per un sopralluogo.
La lettera dei detenuti è un’istanza di reclamo indirizzata, tra gli altri, al garante dei detenuti e al ministero della Giustizia. Ben 43 criticità sono segnalate nella lunga missiva. “Mancanza di acqua calda nelle docce (pochissime volte si trova) che determina gravi problemi di raffreddamento e una maggiore suscettibilità a contrarre raffreddore e patologie respiratorie”, scrivono per esempio. O ancora, “problemi con la linea telefonica (una per tre sezioni)”, con la possibilità di sentire il proprio avvocato solo una volta a settimana “se va bene”. “Finestre nelle camere che quando piove entra acqua”, “luce artificiale nelle camere non sufficiente”, “campanello per chiamata d’emergenza vengono disattivati, se qualcuno sta male bisogna sbattere e urlare”, mancanza di medici e infermieri, “tempi di attesa lunghissimi” per i colloqui con i familiari, palestre allagate e materassi da sostituire. E infine denunciano le “griglie alle finistre piccolissime che impediscono di vedere in lontanza”.






