Lucca, 10 luglio 2026 – Ci sono momenti destinati a rimanere impressi per sempre. L’esame di maturità è uno di questi. Lo aspetti, lo desideri, lo temi e lo affronti con un intreccio di emozioni che si rincorrono fino a quando varchi la soglia dell’aula del colloquio e ti trovi davanti alla commissione: alcuni volti sono familiari, altri completamente sconosciuti.
Ci sono traguardi che, proprio perché arrivano dopo anni di attesa, valgono molto più di un semplice voto. Elisabetta Bertuccelli lo sa bene.
Più di quarant’anni fa, mentre frequentava la seconda superiore, fu costretta a lasciare la scuola a causa di un lutto che aveva sconvolto la sua famiglia. Nel suo percorso lavorativo la mancanza di un diploma non si era mai rivelata un vero ostacolo. Eppure quel titolo continuava a rappresentare un conto in sospeso con sé stessa. Così, con il coraggio e la determinazione di chi non smette mai di inseguire i propri sogni, quel “pezzo di carta” che per lei valeva tantissimo è finalmente arrivato. Elisabetta ha superato l’esame di maturità con il massimo dei voti: 100 su 100.
"Lavoro come animatrice sociale in una RSA da molti anni. Si tratta di un ruolo importante e avere la terza media, per me, significava quasi una vergogna. Dovevo chiudere questo cerchio".











