Trump con la sua prosopopea non ci ha capito un tubo e ora è costretto ad assecondare una politica che non è la sua, pronto a dare a Kiev la licenza di produzione dei missili Patriot
Segui Il Giornale su Google Discover
Scegli Il Giornale come fonte preferita
Va detto sottovoce per non indispettire un personaggio permaloso come Donald Trump e per non provocare il rancore pericoloso di Vladimir Putin, ma la linea che è passata ad Ankara sull'Ucraina è quella europea. È quasi un leitmotiv, una moda, un luogo comune dire a ogni crisi che il Vecchio Continente conta nulla, ma la strategia che è venuta fuori dal vertice Nato è quella che ha sempre ispirato le cancellerie europee: premere su Mosca, appoggiare senza tentennamenti Kiev fornendo armi e altro per spingere lo Zar a trattare.Siamo agli antipodi della filosofia di Trump che un anno fa maltrattava Zelensky alla Casa Bianca dicendogli "non hai le carte" e azzerava gli aiuti militari all'Ucraina per indurla ad accettare una pace dal sapore di resa. Sono passati 12 mesi, non si sa ancora quale sarà l'epilogo di questa sporca guerra, ma intanto l'Europa si è sostituita all'America come principale alleato di Kiev mentre l'Ucraina si è affrancata, ha rivoluzionato le tattiche militari e ha messo in piedi una produzione di missili e droni, economici ed efficaci, che oggi addirittura esporta in mezzo Occidente. Chapeau!Insomma, Trump con la sua prosopopea non ci ha capito un tubo e ora è costretto ad assecondare una politica che non è la sua, pronto a dare a Kiev la licenza di produzione dei missili Patriot, gli stessi che aveva negato per un anno mentre Putin bombardava quotidianamente le città ucraine. Sono fatti che vanno ricordati per scoprire una verità che nel nostro masochismo ci nascondiamo e che invece ci dovrebbe rallegrare: l'Europa dei "volenterosi" e dei "prudenti" quando è unita riesce a pesare e a dire la sua a livello internazionale. Il ricordo di Orbán è stato rimosso.















