Bruxelles. Il presidente americano, Donald Trump, ha annunciato che concederà all’Ucraina le licenze necessarie a produrre i missili intercettori per i sistemi di difesa aerea Patriot, segnalando una svolta nel suo atteggiamento rispetto alla guerra di Vladimir Putin. “Daremo loro il diritto di produrre i Patriot, mostreremo loro come farlo”, ha detto Trump durante un incontro bilaterale con il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, al vertice della Nato di Ankara. La carenza di intercettori per i sistemi Patriot è diventata evidente nelle ultime settimane, con le difficoltà dell’Ucraina a intercettare i missili balistici russi. Gli Stati Uniti hanno praticamente azzerato i trasferimenti attraverso il programma della Nato Purl – con il quale gli europei acquistano armi dagli americani per trasferirle all’Ucraina – perché la priorità è la guerra con l’Iran in medio oriente. “Non ne abbiamo molti”, ha riconosciuto Trump. Gli alleati europei di Kyiv, che hanno intercettori, non vogliono scoprire le loro difese aeree. La Russia sta sfruttando questa situazione per lanciare attacchi sempre più devastanti contro Kyiv. Le licenze per i Patriot erano una priorità sia di Zelensky sia dei leader europei, che avevano già convinto Trump a firmare un impegno in questo senso al vertice del G7 di Évian-les-Bains in giugno. Missione compiuta ad Ankara. Non solo sui Patriot. Malgrado Trump e le sue ormai abituali minacce, la Nato continua a esistere.“Vi daremo una licenza per produrre i Patriot. E’ una cosa fantastica. In questo modo, non potrete lamentarvi che non ve ne diamo abbastanza. Produceteli voi”, ha detto Trump a Zelensky davanti ai giornalisti. La minaccia dei missili balistici russi su Kyiv e sul resto del paese non scomparirà in una notte. Serviranno settimane per negoziare gli accordi di licenza e mesi, se non anni, per iniziare la produzione di massa di intercettori per i Patriot. L’annuncio di Trump segnala soprattutto una svolta nella sua percezione della guerra condotta dalla Russia in Ucraina. Zelensky non è più l’uomo che “non ha carte” in mano, come nel febbraio del 2025 alla Casa Bianca. Trump ha paragonato Ucraina e Russia a due bambini che “a volte bisogna lasciare litigare”. Ma ha sottolineato che Zelensky e l’esercito ucraino hanno “svolto un lavoro straordinario” e si stanno dimostrando “molto efficaci”. Le immagini delle code alle pompe di benzina russe, a causa della penuria provocata dai bombardamenti in profondità dei droni ucraini contro le raffinerie, devono aver convinto il presidente americano che il perdente in questo momento è Putin. Trump ha perfino spiegato che potrebbero contribuire a una soluzione alla guerra. “E’ un’escalation. Ma è anche un’escalation che può aiutare a portare a una fine”, ha detto il presidente americano, lasciando intendere che potrebbero cambiare i calcoli di Putin. “Abbiamo molta pressione sul presidente Putin. Non credo che gli piaccia quello che sta succedendo”, ha detto Trump. A suo avviso le condizioni del leader russo per terminare la guerra stanno “cambiando”. Come? “Credo che stiano probabilmente migliorando un po’ verso alcune delle cose che le piacciono”, ha aggiunto Trump rivolgendosi a Zelensky.Per le altre priorità degli europei, il vertice di Ankara è stato l’ennesimo esercizio volto ad assecondare gli umori di Trump, senza cedere sulla sostanza, accettando la solita dose di minacce e insulti. La Groenlandia? “Dovrebbe essere controllata dagli Stati Uniti, non dalla Danimarca”, ha detto più volte Trump. “Non è in vendita”, ha risposto la premier danese, Mette Frederiksen. Trump “ha ragione”, ma è la Nato che deve occuparsi della sicurezza della Groenlandia e dell’Artico, ha spiegato il segretario generale dell’Alleanza, Mark Rutte. La presenza americana in Europa? “Potremmo rimuovere tutti i nostri soldati fuori dall’Europa”, ha detto Trump mercoledì, senza dare seguito alla sua minaccia. Trump “rimane impegnato nella Nato”, ha spiegato Rutte, riconoscendo al presidente americano il diritto di lamentarsi con gli europei per il mancato aiuto nella guerra in Iran, anche se l’Alleanza non si farà coinvolgere nel conflitto con la scusa dei limiti geografici.La Spagna che rifiuta di portare la spesa per la Difesa al 5 per cento e non concede le basi? “E’ una causa persa. Non vogliamo più fare commercio con la Spagna”, ha detto Trump. Madrid ha risposto ignorando la minaccia: “Nessuna tensione”, ha detto il premier Pedro Sánchez, facendo sapere che la relazione sociale, culturale ed economica con gli Stati Uniti è “eccellente” e “non abbiamo intenzione di permettere che questo cambi”. Secondo alcuni partecipanti, nel suo intervento all’interno della sala con gli altri capi di stato e di governo, Trump ha passato gran parte del tempo a esprimere la sua frustrazione per il mancato aiuto in Iran. Ha anche reiterato i suoi avvertimenti sulla scomparsa dell’Europa a causa dell’immigrazione e delle scelte energetiche. Ma ha anche assicurato agli europei che continuerà a vendere loro armi per l’Ucraina. Trump non ha parlato della Groenlandia o della Spagna. Non si è nemmeno lamentato dei livelli della spesa per la Difesa. Alla fine del vertice, davanti ai giornalisti, il presidente americano ha parlato di un summit con “molto amore” e “molta unità”. La dichiarazione finale del summit di Ankara, firmata da Trump, ribadisce “l’impegno incrollabile” per la difesa collettiva e l’articolo 5 della Nato. La dichiarazione afferma anche l’unità della Nato nel suo “incrollabile sostegno all’Ucraina”.