Guerra

Filippo Rigonat

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“Me l’ha detto un uccellino, a proposito del fatto che daremo loro il diritto di produrre i Patriot”. È stata necessaria una metafora ornitologica a Donald Trump per comunicare la decisione, fino a quanto estemporanea non si sa, di concedere all’Ucraina la tanto richiesta licenza per produrre i missili intercettori Patriot. L’annuncio è di quelli importanti, e fin troppo attesi dal fronte ucraino: finalmente si sblocca la partita dei Patriot e dei Tomahawk. Si sblocca a metà, visto il “niet” del tycoon all’invio di missili già presenti nei magazzini Usa (“Anche noi ne abbiamo bisogno”, dice Trump con lo sguardo a Hormuz), al quale corrisponde però il via libera per la produzione autonoma.

Lo stesso Trump ha ammesso di non aver informato preventivamente le compagnie produttrici dei sistemi di difesa, Lockheed Martin e Rtx Corporation, in un annuncio dal quale, in definitiva, traspira soltanto l’inesorabile postura ambigua del presidente sul dossier russo-ucraino e l’enorme fatica del team di Kyiv ad ottenere anche una briciola dalla controparte di Washington.