di
Giulio De Santis
La testimonianza di una delle persone che hanno denunciato il leader del Popolo della Famiglia
Ivan (nome di fantasia), perché ha deciso di investire denaro in un gruppo di scommesse?«Perché lo proponeva Mario Adinolfi. Un cattolico, uno che si infervora quando parla di Dio. La sua rubrica Stampa e Vangelo mi infondeva serenità e saggezza. Lei avrebbe dovuto sentirlo, mentre citava un versetto della Bibbia. Ci metteva l’anima. O almeno così mi sembrava. Fu lui a dirmi di provare con il suo gruppo perché tanti grazie alle sue iniziative avevano comprato casa, rifatto la stanza dei bambini, comprato una macchina. Lui, l’uomo di fede, il cattolico che credeva nella famiglia e nei valori cristiani, mi disse di fidarmi e affidarmi a lui. L’ho fatto. Non ho perso tutto. Ma ho perso molto. La mia dignità. E la speranza di una vita un pochino migliore. Gli ho dato 29 mila e 500 euro. Non ho riavuto niente».
Però, signor Ivan, scommettere è rischioso.«Lo so. Ma io ero debole in quel momento. Avevo perso mia madre dopo una lunga malattia. Ero solo. Certo con il senno di poi, è tutto semplice da capire. Ma allora mi sembrò un segno del cielo aver incontrato Adinolfi. Pensavo che fosse un aiuto inviatomi da lassù, da mia mamma. Quante illusioni. Quanto mi vergogno a pensarci adesso».











