| 12 Luglio 2026 11:04 |

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(Adnkronos) – “Io continuo a sperare per l’amico Mario Adinolfi che dica la verità”. Parola di Cristina Zaccanti, ex insegnante e dirigente del ‘Popolo della Famiglia’ in cui ha iniziato a militare dal 2016 per poi diventare coordinatrice regionale in Piemonte e membro del consiglio nazionale. Lei stessa ha denunciato Adinolfi, assistita dall’avvocato Giorgio Dipietromaria. “Sono in pensione, molto sensibile in particolare al tema del gender e alla sua diffusione nella scuola e mi sono trovata ad accogliere questo impegno come una missione. Mi andava molto bene investire il mio tempo e quello della mia famiglia – che mi hanno visto sempre più impegnata – per una giusta causa e ritenevo talmente degno di fiducia il nostro presidente Mario Adinolfi che lo facevo con dedizione, gioia e convinzione. Poi certi nodi hanno cominciato ad arrivare al pettine”, racconta all’Adnkronos dopo la notizia dell’indagine della Guardia di Finanza su un presunto sistema di gruppi di scommessa che ha portato all’ordinanza con la quale il gip ha disposto per il giornalista e leader del Popolo della Famiglia gli arresti domiciliari. “Una vicenda surreale”, si è difeso Adinolfi che si è dichiarato “totalmente innocente” sostenendo: “Sì, gioco da decenni e come tutti i giocatori lo faccio spesso collettivamente ma senza sollecitare mai nessuno, in molti con me giocando hanno guadagnato e sì c’è qualcuno che ha perso: sono scommesse e il codice le definisce ‘obbligazioni naturali non ripetibili’, il gioco funziona così. Di certo non mi sono mai arricchito sulla pelle degli altri” (GUARDA IL VIDEO DELL’INTERVISTA).