“Continuo a sperare per l’amico Mario Adinolfi che dica la verità”. Così Cristina Zaccanti, dirigente del Popolo della Famiglia, parla dell’arresto del leader del partito, accusato di truffa ed evasione fiscale. Sul presunto sistema delle scommesse collettive, spiega che Adinolfi lo aveva presentato come un investimento “sicuro, trasparente e a capitale garantito”. Ma poi sono iniziati i problemi, le somme investite non venivano restituite. Lei stessa, assieme ad altri, alla fine lo ha denunciato: “Credevamo che meritasse la nostra fiducia”.
Mario Adinolfi arrestato, parla la compagna di partito
Il sistema delle scommesse
Il rapporto con Adinolfi nel Popolo della Famiglia
Mario Adinolfi arrestato, parla la compagna di partitoLa notizia dell’indagine della guardia di finanza che ha portato all’arresto del leader del Popolo della Famiglia, Mario Adinolfi, ha scosso molti all’interno del partito.Cristina Zaccanti, coordinatrice regionale in Piemonte e membro del consiglio nazionale, è tra chi ha denunciato Adinolfi per il presunto sistema di scommessa collettiva al centro dell’inchiesta.ANSAMilitante del Popolo della Famiglia dal 2016, Zaccanti rivela ad Adnkronos di aver accolto la notizia dell’arresto con un misto di preoccupazione e sollievo: “Non m’aspettavo che la giustizia italiana effettivamente si muovesse con tanta tempestività”.Adinolfi godeva della sua totale fiducia, poi “certi nodi hanno cominciato ad arrivare al pettine”, racconta la dirigente, insegnante in pensione.










