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Giulio De Santis

Ecco come una donna ha creduto alle parole del leader del Popolo della Famiglia: «Non ho quasi più niente. Mi servirebbe un dottore e non me lo posso permettere»

Maria (nome di fantasia), 70 anni, come ha conosciuto Mario Adinolfi?«È difficile rispondere a questa domanda. È un ricordo tragico per me, perché quel giorno mi ha cambiato la vita. In peggio — dice piangendo Maria, un’esistenza in giro per il mondo a fare l’insegnante e la traduttrice —. La prima volta che l’ho incontrato è stato nel 2016, quando ho partecipato a una riunione del movimento Il Popolo della Famiglia. Adinolfi lo aveva fondato da poco e non vedevo l’ora di vederlo da vicino. Ero affascinata da lui. Da anni lo sentivo parlare a Radio Maria, sembrava un fervente credente, un discepolo del Vangelo. Parlava di Dio con trasporto. Io ci credevo in lui. Mi ha rovinato».

Perché tanto rancore?«Mi ha portato via i risparmi di una vita. Che oggi mi sarebbero serviti per curare la mia disabilità. Non ho quasi più niente. Mi servirebbe un dottore e non me lo posso permettere. Vivo reclusa in casa per colpa sua e della malattia. Sono costretta a elemosinare tutto. Lo sapeva chi ero. Non gli è importato niente».