Si susseguono incessanti gli incontri dove i paesi siedono attorno a un tavolo a parlare di guerra. E Ucraina. Nel vertice Nato di Ankara sembrava di stare al gran bazar delle armi. Finché c’è guerra c’è speranza (stesso scenario del film di Alberto Sordi del 1974). 50 miliardi di dollari di contratti. Vendita e acquisto di aerei, missili, droni, licenze per fare missili. Se questa intensità dei leader europei fosse indirizzata a spingere il Vecchio Continente alla crescita, oggi saremmo una Ferrari alle costole di Stati Uniti e Cina. È completamente assente la consapevolezza che la competitività europea non la si troverà mai con l’economia di guerra (a quando il piano Draghi da 1200 miliardi di euro?).

Sfogliamo l’agendina degli appuntamenti nel tratto temporale degli ultimi mesi. Si sono riuniti il Consiglio d’Europa, il vertice Nato, il G7, i volenterosi, senza contare gli appuntamenti intramezzati dei ministri della difesa e degli esteri. Prima, dopo o alla fine si è parlato sempre di Ucraina. Arriva Zelensky, fa la lista di quello che serve. Denaro e armi. Dispensa strategie di difesa e la richiesta di rinnovati impegni. Mai di pace. Da cittadino europeo chiedo chiarimenti all’Europa. Siamo in guerra con la Russia? Ditelo, slegate le parole, fate un’operazione verità. È un dato di fatto, non una paturnia di Peskov, il portavoce del Cremlino. Se i droni partono da Kiev e colpiscono obiettivi in Russia e a sua volta l’Europa fornisce denari e armi all’Ucraina, per la proprietà transitiva l’Europa approva la strategia di Zelensky. La realtà. Svelate l’ipocrisia di circostanza. È trasparenza verso i cittadini europei. E ucraini, perché non è proprio leale lasciare soli i soldati di Kiev a combattere, e morire, anche per noi. Abbiamo compreso male? Sui rituali e inconcludenti incontri monotematici, la stessa premier Meloni, durante la conferenza stampa finale di Ankara ha risposto alla domanda sulla sua partecipazione, la prossima settimana, al vertice dei volenterosi. Preferisco dedicare il mio tempo su alcuni dossier di peso che interessano l’Italia, ha detto piccata e stremata.